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Whistleblowing

Il Gruppo TIM favorisce una cultura aziendale aperta, improntata all’etica, alla trasparenza e alla responsabilità, e ispirata dai valori che ci guidano: fiducia, integrità, coraggio, passione e inclusione.

Per questo mette a disposizione i canali interni del Gruppo TIM, con cui è possibile segnalare all'Organismo di Vigilanza violazioni di leggi e regolamenti, del Codice Etico e di Condotta del Gruppo TIM, del Modello Organizzativo 231, nonché del sistema di regole e procedure vigenti nel Gruppo TIM.

La presente sezione è aggiornata in coerenza con la Procedura Whistleblowing approvata dal Consiglio di Amministrazione in data 11 dicembre 2025, che disciplina nel dettaglio ruoli, responsabilità, ambito di applicazione e modalità operative di gestione delle segnalazioni.

Questi canali non sono disponibili per i reclami commerciali o per le contestazioni e richieste legate a interessi di carattere personale.

Grazie alla partecipazione attiva e responsabile dei dipendenti e di terze parti, segnalando eventuali comportamenti non conformi, si consente all’azienda di individuare eventuali irregolarità e adottare tempestivamente i dovuti correttivi, prevenendo eventuali danni di tipo economico o reputazionale.

Chi può segnalare

Tutti possono inviare una segnalazione, anche in forma anonima: dipendenti, ex dipendenti, candidati a posizioni lavorative, partner, clienti, fornitori, consulenti, collaboratori, soci e, più in generale, chiunque sia legittimo portatore di un interesse nei confronti dell’attività aziendale del Gruppo TIM.

La segnalazione deve essere adeguatamente circostanziata, cioè deve contenere dettagli sufficienti a consentire di accertare i fatti segnalati (es. elementi che consentono di identificare i soggetti coinvolti, il contesto, il luogo e il periodo temporale dei fatti segnalati e documentazione a supporto).

Le tutele previste dalla normativa si applicano, nei limiti di legge, anche ai facilitatori, ai colleghi del medesimo contesto lavorativo, ai familiari del segnalante e agli enti a lui collegati.

Cosa si può segnalare

Possono essere segnalate violazioni riguardanti:
  • norme nazionali o dell’Unione europea;
  • il Codice Etico e di Condotta del Gruppo TIM;
  • il Modello Organizzativo 231;
  • il sistema di regole e procedure vigenti nel Gruppo TIM;
  • illeciti amministrativi, contabili, civili o penali;
  • episodi di molestie di genere, molestie sessuali, stalking o bullismo, secondo quanto previsto dalla normativa interna vigente.

Come segnalare

Si può trasmettere una segnalazione tramite:

  • Portale Whistleblowing (portalesegnalazioni.telecomitalia.it): protegge l’identità del segnalante con protocolli sicuri e crittografia. Al termine dell’invio viene fornito un codice identificativo univoco, con cui è possibile seguire lo stato della segnalazione e dialogare con chi la gestisce, anche in forma anonima.
  • Numero Verde 800 664 411, tramite casella vocale.
  • Posta ordinaria, indirizzata all’Organismo di Vigilanza di TIM o della società del Gruppo TIM interessata, presso la sede legale della società.

Il segnalante può inoltre richiedere un incontro diretto con un componente dell’Organismo di Vigilanza o con il personale incaricato, previo consenso alla verbalizzazione o registrazione del colloquio secondo quanto previsto dalla Procedura.

Chi riceve una segnalazione, in qualsiasi forma (scritta o orale), deve trasmetterla tempestivamente, e comunque entro 7 giorni dal ricevimento, tramite i predetti canali all’Organismo di Vigilanza interessato, anche per il tramite della Funzione Audit di TIM, dando contestuale notizia della trasmissione al segnalante (se noto) e garantendo l’assoluta riservatezza.

Come vengono gestite le segnalazioni

Le segnalazioni sono ricevute dall’Organismo di Vigilanza di TIM o della società del Gruppo TIM interessata, che si avvale del supporto della Funzione Audit di TIM per gli approfondimenti istruttori.

Entro 7 giorni dalla ricezione, sarà dato un avviso di ricevimento della segnalazione ed entro 3 mesi da tale avviso verrà fornito un riscontro sul seguito che viene dato o si intende dare alla segnalazione.

Gli esiti delle attività istruttorie sono oggetto di reporting periodico agli Organi societari competenti, nel rispetto delle garanzie di riservatezza previste dalla normativa vigente e dalla Procedura Whistleblowing 2025.

Garanzia di riservatezza e tutele

Il Decreto Legislativo 10 marzo 2023, n. 24 (recepimento della Direttiva (UE) 2019/1937 in materia di Whistleblowing) ha introdotto una disciplina unitaria dei canali di segnalazione e delle tutele riconosciute ai segnalanti nel settore pubblico e privato.

Al segnalante, al facilitatore e alle persone coinvolte nella segnalazione è garantita l’assoluta riservatezza. Nel caso di segnalazioni anonime, non è possibile risalire all’identità del segnalante.

L’identità del segnalante e qualsiasi informazione da cui possa desumersi, direttamente o indirettamente, tale identità non possono essere rivelate senza il suo consenso espresso, salvo i casi previsti dalla legge.

Non è consentita né tollerata alcuna forma di ritorsione personale o professionale in ragione della segnalazione effettuata. Se si ritiene di aver subito una ritorsione a causa della segnalazione, è possibile comunicarlo all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) tramite la Piattaforma informatica.

Ogni trattamento dei dati personali è effettuato nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali.

Per saperne di più, consulta la Procedura Whistleblowing (versione approvata l’11 dicembre 2025), l’Informativa Privacy e le FAQ.

Segnalazioni all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) tramite canale esterno

Nel caso in cui dopo aver effettuato una segnalazione non si ricevesse l'avviso di ricevimento e/o il riscontro sul seguito dato alla segnalazione, oppure si avessero fondati motivi di ritenere ragionevolmente (sulla base di circostanze concrete ed informazioni effettivamente acquisibili) che alla segnalazione interna non sarebbe dato efficace seguito o che la stessa potrebbe determinare ritorsioni, ovvero che la violazione possa costituire un pericolo imminente o palese per il pubblico interesse, è possibile trasmettere una segnalazione ad ANAC tramite la Piattaforma informatica.

Sul sito di ANAC è disponibile l’elenco degli Enti del Terzo Settore che forniscono ai segnalanti misure di sostegno (informazioni, assistenza e consulenze a titolo gratuito sulle modalità di segnalazione e sulla protezione dalle ritorsioni).

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